domenica 3 aprile 2016

LA GIUSTIZIA RIGUARDA GLI ALTRI

Definizione di giustizia: “la giustizi è la disposizione d’animo per la quale gli uomini sono inclini a compiere cose giuste e per la quale operano giustamente e vogliono le cose giuste. In generale si dice giusto tutto ciò che non è ingiusto, ovvero ciò che non trasgredisce la legge (giustizia = suprema virtù)”.

Tesi fondamentali:
Nella giustizia è insieme compresa ogni virtù. 
Secondo Aristotele nella giustizia è compresa ogni virtù perché non viene esercitata solo verso se stessi, ma anche nei confronti degli altri. Infatti considera giusto colui che non fa uso della virtù per se stesso, bensì verso gli atri.

La giustizi può essere anche particolare.
Secondo Aristotele giustizia particolare si riferisce alla dimensione sociale della vita umana, ossia il suo riguardare gli altri. Essa si divide in: distributiva (che dirige la distribuzione di beni o incarichi all'interno di un società) e commutativa o regolatrice (che controlla gli scambi. Ad esempio viene controllato il valore delle merci in modo che sia equo con il prodotto e viceversa). Quest’ultima si divide a sua volta in altre 2 parti in base alle azioni. Esse possono essere: volontarie (quando danno origine i contratti perché questi vengono fatti volontariamente) e involontarie (quando sono clandestine o violente)

Il gusto è una proporzione.
Secondo Aristotele un esempio di giustizia distributiva è la ripartizione delle cariche che viene regolata in base al merito che però viene visto in maniera diversa dai componendi della società. Quindi è in un certo senso è una proporzione.

La giustizia regolatrice si fonda esclusivamente sul principio di uguaglianza.
Secondo Aristotele infatti se un uomo ha commesso qualche crimine o qualche violenza verso un altro, indipendentemente dal suo posto nella società, viene giudicato ugualmente colpevole.

Tesi conclusiva:


La giustizia è regolata da un giudice.

In caso di incomprensioni e dibattiti le decisioni ricadono sempre nelle mani di colui che ha il compito di decidere da quale parte sta la giustizia, il giudice. Questo deve essere imparziale e garantire l’uguaglianza tra tutti gli individui. In questo modo raggiungono il mezzo, cioè un accordo giusto. Il giusto può essere di natura (che esiste indipendentemente dalle istituzioni e dalle leggi scritte) o giusto civile (che consiste nelle leggi codificate dalle istituzioni politiche, che prevedono sanzioni conto chi le viola).


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