LEGALIZZAZIONE PROSTITUZIONE
Il 20 Febbraio 1958 venne approvata dal parlamento italiano la Legge
Merlin che sancì la chiusura delle "case chiuse" e l'introduzione di
una serie di reati intesi a contrastare lo sfruttamento della prostituzione.
Dopo circa 70 anni Amnesty International ha riaperto il dibattito sulla
legalizzazione della prostituzione, avanzando la proposta di depenalizzare il
reato, a cui si sono subito opposte la associazioni femminili e femministe.
Anche l'UE è divisa su questo argomento da un lato abbiamo paesi come Francia e
Islanda che hanno deciso di punire i clienti mentre altri come Germania e Olanda
hanno scelto la via della legalizzazione. In Italia, il comitato per i diritti
civili delle prostitute, ormai da 30 anni, rivendica la legalizzazione della
prostituzione, affermando che la criminalizzazione di quest'ultima ha portato
alla relegazione delle "lavoratrici" nell'underground, mettendole in
pericolo. Uno dei motivi di attrito tra prostitute e cittadini è legato alla
perdita di decoro ed ai problemi di ordine pubblico delle zone dove queste
praticano. Legalizzare significa allora mettere in sicurezza interi quartieri,
migliorando la vita delle stesse prostitute e di tutte le famiglie residenti. D'altronde
chi vorrebbe una casa di tolleranza nel proprio quartiere, con tutto ciò che
questo comporta ? Anche considerato che si ridurrebbe, comunque , il valore
immobiliare della zona in cui si trovano. E chi ci dice che le donne non
staranno sempre in strada ? Chi toglierà dalle strade le giovani provenienti
dai Paesi poveri, come Romania, Nigeria, Ucraina e Moldavia e rese schiave
dalle organizzazioni criminali ? Non certo una legge , il business è troppo
ricco. Difatti in tutto il mondo il giro della prostituzione è molto lucroso:,
basti pensare che solo nel nostro paese frutta circa 5 miliardi di euro
all'anno e che la maggior parte delle
prostitute , circa il 90% secondo la Caritas, dipende da un protettore . Pia
Corve, fondatrice del Comitato per i diritti civili delle prostitute, sostiene
che legalizzare la prostituzione significherebbe
individuare i casi di tratta e combatterli, per contro i casi di Germania e
Olanda ci mostrano come il problema non sia stato risolto infatti sono le
stesse organizzazioni criminali a fornire manodopera anche per la prostituzione
legalizzata. D'altra parte legalizzare vuol dire riconoscere la prostituzione
come mestiere pari agli altri,una professione regolata da precise norme come il versamento dei contributi per la
pensione ed il pagamento delle imposte , come già avviene in alcuni paesi esteri.
Quindi in questo periodo di crisi la legalizzazione della prostituzione
potrebbe essere presa in considerazione oltre che per le ricadute sociali e
sanitarie anche in quanto fonte di un gettito tributario notevole . Di fatto la
prostituzione esiste da sempre, come
dicevano le nostre nonne ' è il mestiere più antico del mondo ' ed a generare
l'offerta è la costante domanda. Se passa il principio che il corpo ' è mio' e
ci faccio quello che voglio è anche vero che se lo stato mi permette di
venderlo mi potrebbe in futuro consentire anche di vendere una parte di esso ad
esempio un organo. Come afferma Hobbes per il quale, nello ‘stato di natura’, l’uomo
ha diritto su tutte le cose proprio perché non esistono leggi a limitarlo; di
qui lo scatenarsi del tutti contro tutti. Al contrario di Locke che
già nello stato di natura e indipendentemente dalla sanzione dello
stato, riconosce ad ogni uomo alcuni diritti ben definiti tra cui il diritto
alla vita ed il diritto alla libertà.
In conclusione la prostituzione non andrebbe legalizzata perché è impossibile stabilire se una persona si
prostituisca anche in strutture apposite, volontariamente oppure se sia
sfruttata da qualcuno , inoltre potrebbe essere 'ispirazione' per le ragazze
spinte a 'vendersi' per facili guadagni, ma soprattutto perché lo stato ha il dovere di tutelare il rispetto
e la dignità della vita in quanto la
giustizia come sostiene Grozio è radicata nella natura dell’uomo che è duplice , animale in quanto cerca il
suo utile e sociale che lo spinge a vivere in società. E talvolta è necessario
sacrificare l’utile immediato ( un
maggiore gettito tributario) a beneficio di quello futuro della società (la
conservazione della salute e della dignità delle persone) infatti gli uomini
che attuano comportamenti ingiusti portano se stessi e la società alla rovina.
LEGALIZZAZIONE PROSTITUZIONE
Il 20 Febbraio 1958 venne approvata dal parlamento italiano la Legge
Merlin che sancì la chiusura delle "case chiuse" e l'introduzione di
una serie di reati intesi a contrastare lo sfruttamento della prostituzione.
Dopo circa 70 anni Amnesty International ha riaperto il dibattito sulla
legalizzazione della prostituzione, avanzando la proposta di depenalizzare il
reato, a cui si sono subito opposte la associazioni femminili e femministe.
Anche l'UE è divisa su questo argomento da un lato abbiamo paesi come Francia e
Islanda che hanno deciso di punire i clienti mentre altri come Germania e Olanda
hanno scelto la via della legalizzazione. In Italia, il comitato per i diritti
civili delle prostitute, ormai da 30 anni, rivendica la legalizzazione della
prostituzione, affermando che la criminalizzazione di quest'ultima ha portato
alla relegazione delle "lavoratrici" nell'underground, mettendole in
pericolo. Uno dei motivi di attrito tra prostitute e cittadini è legato alla
perdita di decoro ed ai problemi di ordine pubblico delle zone dove queste
praticano. Legalizzare significa allora mettere in sicurezza interi quartieri,
migliorando la vita delle stesse prostitute e di tutte le famiglie residenti. D'altronde
chi vorrebbe una casa di tolleranza nel proprio quartiere, con tutto ciò che
questo comporta ? Anche considerato che si ridurrebbe, comunque , il valore
immobiliare della zona in cui si trovano. E chi ci dice che le donne non
staranno sempre in strada ? Chi toglierà dalle strade le giovani provenienti
dai Paesi poveri, come Romania, Nigeria, Ucraina e Moldavia e rese schiave
dalle organizzazioni criminali ? Non certo una legge , il business è troppo
ricco. Difatti in tutto il mondo il giro della prostituzione è molto lucroso:,
basti pensare che solo nel nostro paese frutta circa 5 miliardi di euro
all'anno e che la maggior parte delle
prostitute , circa il 90% secondo la Caritas, dipende da un protettore . Pia
Corve, fondatrice del Comitato per i diritti civili delle prostitute, sostiene
che legalizzare la prostituzione significherebbe
individuare i casi di tratta e combatterli, per contro i casi di Germania e
Olanda ci mostrano come il problema non sia stato risolto infatti sono le
stesse organizzazioni criminali a fornire manodopera anche per la prostituzione
legalizzata. D'altra parte legalizzare vuol dire riconoscere la prostituzione
come mestiere pari agli altri,una professione regolata da precise norme come il versamento dei contributi per la
pensione ed il pagamento delle imposte , come già avviene in alcuni paesi esteri.
Quindi in questo periodo di crisi la legalizzazione della prostituzione
potrebbe essere presa in considerazione oltre che per le ricadute sociali e
sanitarie anche in quanto fonte di un gettito tributario notevole . Di fatto la
prostituzione esiste da sempre, come
dicevano le nostre nonne ' è il mestiere più antico del mondo ' ed a generare
l'offerta è la costante domanda. Se passa il principio che il corpo ' è mio' e
ci faccio quello che voglio è anche vero che se lo stato mi permette di
venderlo mi potrebbe in futuro consentire anche di vendere una parte di esso ad
esempio un organo. Come afferma Hobbes per il quale, nello ‘stato di natura’, l’uomo
ha diritto su tutte le cose proprio perché non esistono leggi a limitarlo; di
qui lo scatenarsi del tutti contro tutti. Al contrario di Locke che
già nello stato di natura e indipendentemente dalla sanzione dello
stato, riconosce ad ogni uomo alcuni diritti ben definiti tra cui il diritto
alla vita ed il diritto alla libertà.
In conclusione la prostituzione non andrebbe legalizzata perché è impossibile stabilire se una persona si
prostituisca anche in strutture apposite, volontariamente oppure se sia
sfruttata da qualcuno , inoltre potrebbe essere 'ispirazione' per le ragazze
spinte a 'vendersi' per facili guadagni, ma soprattutto perché lo stato ha il dovere di tutelare il rispetto
e la dignità della vita in quanto la
giustizia come sostiene Grozio è radicata nella natura dell’uomo che è duplice , animale in quanto cerca il
suo utile e sociale che lo spinge a vivere in società. E talvolta è necessario
sacrificare l’utile immediato ( un
maggiore gettito tributario) a beneficio di quello futuro della società (la
conservazione della salute e della dignità delle persone) infatti gli uomini
che attuano comportamenti ingiusti portano se stessi e la società alla rovina.
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