domenica 1 maggio 2016


LEGALIZZAZIONE PROSTITUZIONE

Il 20 Febbraio 1958 venne approvata dal parlamento italiano la Legge Merlin che sancì la chiusura delle "case chiuse" e l'introduzione di una serie di reati intesi a contrastare lo sfruttamento della prostituzione. Dopo circa 70 anni Amnesty International ha riaperto il dibattito sulla legalizzazione della prostituzione, avanzando la proposta di depenalizzare il reato, a cui si sono subito opposte la associazioni femminili e femministe. Anche l'UE è divisa su questo argomento da un lato abbiamo paesi come Francia e Islanda che hanno deciso di punire i clienti mentre altri come Germania e Olanda hanno scelto la via della legalizzazione. In Italia, il comitato per i diritti civili delle prostitute, ormai da 30 anni, rivendica la legalizzazione della prostituzione, affermando che la criminalizzazione di quest'ultima ha portato alla relegazione delle "lavoratrici" nell'underground, mettendole in pericolo. Uno dei motivi di attrito tra prostitute e cittadini è legato alla perdita di decoro ed ai problemi di ordine pubblico delle zone dove queste praticano. Legalizzare significa allora mettere in sicurezza interi quartieri, migliorando la vita delle stesse prostitute e di tutte le famiglie residenti. D'altronde chi vorrebbe una casa di tolleranza nel proprio quartiere, con tutto ciò che questo comporta ? Anche considerato che si ridurrebbe, comunque , il valore immobiliare della zona in cui si trovano. E chi ci dice che le donne non staranno sempre in strada ? Chi toglierà dalle strade le giovani provenienti dai Paesi poveri, come Romania, Nigeria, Ucraina e Moldavia e rese schiave dalle organizzazioni criminali ? Non certo una legge , il business è troppo ricco. Difatti in tutto il mondo il giro della prostituzione è molto lucroso:, basti pensare che solo nel nostro paese frutta circa 5 miliardi di euro all'anno e  che la maggior parte delle prostitute , circa il 90% secondo la Caritas, dipende da un protettore . Pia Corve, fondatrice del Comitato per i diritti civili delle prostitute, sostiene che   legalizzare la prostituzione significherebbe individuare i casi di tratta e combatterli, per contro i casi di Germania e Olanda ci mostrano come il problema non sia stato risolto infatti sono le stesse organizzazioni criminali a fornire manodopera anche per la prostituzione legalizzata. D'altra parte legalizzare vuol dire riconoscere la prostituzione come mestiere pari agli altri,una professione regolata da precise norme  come il versamento dei contributi per la pensione ed il pagamento delle imposte , come già avviene in alcuni paesi esteri. Quindi in questo periodo di crisi la legalizzazione della prostituzione potrebbe essere presa in considerazione oltre che per le ricadute sociali e sanitarie anche in quanto fonte di un gettito tributario notevole . Di fatto la prostituzione  esiste da sempre, come dicevano le nostre nonne ' è il mestiere più antico del mondo ' ed a generare l'offerta è la costante domanda. Se passa il principio che il corpo ' è mio' e ci faccio quello che voglio è anche vero che se lo stato mi permette di venderlo mi potrebbe in futuro consentire anche di vendere una parte di esso ad esempio un organo. Come afferma  Hobbes  per il quale, nello ‘stato di natura’, l’uomo ha diritto su tutte le cose proprio perché non esistono leggi a limitarlo; di qui lo scatenarsi del tutti contro tutti. Al contrario di  Locke che  già nello stato di natura e indipendentemente dalla sanzione dello stato, riconosce ad ogni uomo alcuni diritti ben definiti tra cui il diritto alla vita ed il diritto alla libertà.

In conclusione la prostituzione non andrebbe legalizzata perché  è impossibile stabilire se una persona si prostituisca anche in strutture apposite, volontariamente oppure se sia sfruttata da qualcuno , inoltre potrebbe essere 'ispirazione' per le ragazze spinte a 'vendersi' per facili guadagni, ma soprattutto perché  lo stato ha il dovere di tutelare il rispetto e la dignità  della vita in quanto la giustizia come sostiene Grozio è radicata nella natura dell’uomo  che è duplice , animale in quanto cerca il suo utile e sociale che lo spinge a vivere in società. E talvolta è necessario sacrificare l’utile immediato  ( un maggiore gettito tributario) a beneficio di quello futuro della società (la conservazione della salute e della dignità delle persone) infatti gli uomini che attuano comportamenti ingiusti portano se stessi e la società alla rovina.

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